COME SONO DIVENTATA UNA SERVA part.10 fine

Dice una battuta di un film “quando gli Dei vogliono punirci esaudiscono i nostri desideri”.
Desideravo tanto essere al centro delle attenzioni della Padrona, questo avvenne, sempre più raramente, la trovavo a letto con qualcuno, a parte qualche meraviglioso efebo, che al momento di portare il caffè, si stiracchiava languidamente, allungando la mano sul mio cazzo, per poi chiedere alla Padrona di potersi divertire con me, cosa che veniva sempre concessa, la Divina in quelle occasioni si divertiva a vedere, il mio cazzo che era oggetto di attenzioni.
Tanto che spesso non mi truccava, ma solo gel ai capelli, collare da schiavo, poi si metteva nuda a letto, e aprendo le coperte, mostrava il suo corpo meraviglioso, e diceva; frocetto mezzo uomo, vedi se riesci a farmi godere, come un uomo, non mi va di uscire o telefonare a qualche cazzone. Anche se mi fai schifo ti concedo di essere il mio uomo”.
Sapevo che la lingua sul collo a cadere in mezzo ai seni e sui capezzoli era il suo antipasto, poi girarla, e leccare a colpetti la schiena, fino ai reni era sicuro che la rendeva felice.
Poi di nuovo delicatamente, per non risvegliare in Lei il suo istinto di Padrona, girarla e iniziare a leccare, bacino e infine, come la ricerca della sorgente iniziare a succhiare e leccare la sua Divina Fica, che grondava di nettare, leccavo tante volte mentre lo facevo, Lei godeva, se no sentivo la Sua mano afferrarmi il cazzo e ordinare; dammelo, dammelo, riempimi e aggiungeva amore….
Godeva e io cercavo di non venire, perché come in ogni banchetto alla fine c’era il dolce……
La Divina, smetteva l’aria estasiata e gli occhi da cerbiatto e tornava la mia Padrona, prendeva a mordicchiarmi i capezzoli, poi scendeva giù e si ingoiava il mio cazzo, con un paio di succhiate, mi faceva, inarcare i reni e urlare; godo Padrona, la Tua zoccola, succhia cazzi la Tua troia gode.
Poi toglieva il preservativo, con aria perfida mi guardava, e chiedeva; lo vuoi nel culo o lo mangi, o apri e bevi tutto cagna!
Mi guardavo bene dallo scegliere, rispondevo come desideri Divina, leccandogli le piccole gocce di sborra tra le dita e regolarmente, sceglieva lei variando ogni volta.
Un giorno, in cui mi aveva fatto comprare due tavole per fare una enorme X, dove mi legava, iniziò a incularmi con un nuovo, cazzo a cinta nero, lubrificato bene, mi aprì il culo, mentre Lei ansimava e mi scopava, iniziò uno strabo discorso; troia Ti piace il cazzo nero, certo quello che hai preso da Ayad era meglio? Dimmi come Ti ha inculata troia da cesso? Legata? O te lo sei messi dentro come una cagna in calore? Hai sculettato tanto per essere inculata che alla fine ci sei riuscita? Ti sei fatta inculare vacca confessa!!
Ho capito che come dicono in Sicilia la Padrona usava il metodo “spara e cogli” ma non sapeva e se avessi confessato, forse mi sarei ritrovato, sotto al suo Alano, inculata come una cagna, lo avevo visto all’opera e in quel momento mi sembrava, una tortura e non la desideravo.
Dissi subito, mentre onestamente, la lingua sul collo della Padrona e il cazzo piantato in culo mi faceva, godere; no Padrona solo quando Tu hai ordinato la Tua serva ha toccato Ayad, puniscimi ma non ho mai toccato il suo cazzo….
Ma solo a nominarlo, mi sentivo legata da Lui, che mi urlava, dimmi che sono il Tuo Padrone troia e il pensiero, aiutato dal buco del culo pieno mi fece avere un orgasmo prostatico, con un urlo e allargando al massimo il culo lancia un ooohhhh che fece godere la Padrona e mi prese il cazzo in mano da dietro indirizzando la sborrata, sullo specchio al lato.
Appena slegato, mi fece inginocchiare e si prese il gusto di sditalinarsi, senza togliersi il cazzone nero, che dallo specchio, che leccavo per bere la mia sborra la vedevo godere.
Altre volte, mi dava le chiavi e sapendo che ero libero, mi diceva di andare a casa e li trovavo quello che desiderava che indossassi, se era poco sapevo che appena entrata mi avrebbe pisciato in bocca, se era un vestito completo, avrei dovuto fare la troia e spogliarmi, solo il collare. Mi voleva schiavo, ma anche in questo caso non disdegnava di incularmi….
Non ero felice, ma strafelice, avevo una vita sessuale, come desideravo, riservata e piena di pazzie, di oggettistica, di tutto quello che avevo desiderato, ogni tanto andavamo a qualche park e La Padrona, mostrava il seno a qualche guardone e se era un ben dotato gli faceva appoggiare il cazzo al finestrino e se voleva guardare me lo faceva succhiare, molte volte era così perfida da non farli godere, ce ne andavamo che li vedevamo dallo specchietto che sborravano al vento.
Ripeto, una vita che mi piaceva, non mi mancava nulla, un giorno, prima di Natale, mentre passeggiavamo per San Benedetto a un mercatino dell’antiquariato, molto bello, ero affascinato da un vecchio grammofono, ma costava troppo, e lei che vide che allentavo la trattativa, perché ero in difficoltà, nel momento in cui ero per andare, disse al negoziante; me lo incarti lo prendo io!
Pensai che era una delle tante umiliazioni, ma invece mi disse; prendilo è Tuo Buon Natale!
Rimasi senza fiato, dissi; grazie Lucilla, sono colpito, perché lo fai, non c’era bisogno… ma lei senza nascondere un meraviglioso sorriso mi disse; forse non sai che il massimo dell’amore è essere Padrona o serva e io sono Padrona e amo e posseggo la mia serva….
Che bello dissi ci salutammo la sera e con quel mio regalo andai verso i giorni del Natale, senza pensare che potesse succedere qualcosa, sapevo che Lucilla di Nobile e ricca famiglia della Capitale, faceva spesso visita alla Madre e con la famiglia passava le feste.
Una sera, invece di prendere il BMW, che era senza benzina, prese una vecchia 500 che teneva per i piccoli spostamenti e si recò a un mercatino a pochi chilometri, per acquistare dei dischi a 78 giri, per me, ci saremmo visti il giorno seguente, invece il fato volle che questo, atto di amore verso me che ormai ero non solo schiavo e serva, ma anche innamorato di lei, le sarebbe costato caro.
Andò fuori strada, per il ghiaccio, e inizialmente, era convinta di non essersi fatta niente, mi ha detto chi l’ha soccorsa, e tirata fuori dall’auto, che si alzò e controllò se si erano rotti i dischi, poi guardandosi intorno, con quel cipiglio autoritario chiese di essere accompagnata.
A chi le consigliava, di andare in ospedale, rispondeva, che gli occorreva solo un meccanico, anzi un carro attrezzi, ma avrebbe aspettato domani.
Il domani, non lo vide, andò a casa, aveva un poco di dolori, si prese un calmante e un sonnifero, chiuse gli occhi e le costole, fratturate, le trafissero a lei i polmoni e a me il cuore.
Io non vado ne’ ai funerali ne’ ai cimiteri, ma per lei feci una eccezione, passando in mezzo alla gente, sentivo tutti quelli che la conoscevano, che non facevano altro che citare le sue lodi, azioni e atti di beneficenza.
Me ne andai entrai in auto e la radio mandò Frank Sinatra che cantava la colonna sonora di Mondo Cane, l’avevamo ballata una notte in riva al mare con la luce dei fari e poi bagno nudi…
Giuro ho sentito il suo profumo…
FINE
Published by massini
9 years ago
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larahotfetish
larahotfetish 9 years ago
non ti deve venire voglia tu sei gia' una lurida zoccola e sei mia.troia devota a mistress lara
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massini
massini Publisher 9 years ago
to larahotfetish : Solo al pensiero di essere Tua..... mi viene la voglia di sentirmi una lurida zoccola
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larahotfetish
larahotfetish 9 years ago
ora sei mia,la mia troia lurida cagna.
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massini
massini Publisher 9 years ago
to larahotfetish : Speriamo, ma era una Maestra, umiliava con classe, la imploravi.... ma basta il passato va bene per le verdure, Ti lecco tutta....grazie Padrona
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larahotfetish
larahotfetish 9 years ago
vedrai che verra' il momento anche x questo.
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massini
massini Publisher 9 years ago
to larahotfetish : Io l'ho vissuta per questo mi resta difficile, avvicinarmi a un altra Padrona.....
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larahotfetish
larahotfetish 9 years ago
che storia.una cosa non per tutti
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