Il tradimento della mia migliore amica, tratto dal

...Nonostante ciò, cercavo di convincermi ad accettare quello che le avevo fatto. Era la prima e unica volta in tutta la mia vita che mi pentivo amaramente di ciò che avevo fatto a qualcuno.
Erano passati diversi anni da quel giorno che avevo appuntamento a casa sua, ma Elena fece tardi e mi avvisò che avrebbe ritardato di qualche ora. Ma ero già arrivata e il suo compagno mi fece accomodare in attesa che tornasse.

Quel giorno ero davvero seducente.
Belle forme, abbigliamento provocante.
Tacco vertiginoso, un vestito scuro, e una maglietta chiara che a fatica tratteneva il mio seno prosperoso.
Ero un concentrato di sensualità e bellezza.
Il desiderio che aveva di me il compagno di Elena era fin troppo evidente e non avevo alcun dubbio che ci sarebbe stato. Mi tolsi via la giacca e la riposi sul divano poi allentai la gonna e la feci cadere a terra lentamente.
“Cosa aspetti a scoparmi?”, gli chiesi. Ero ancora Arianna, la manipolatrice di uomini, e la seduzione, il mio gioco preferito. Lui aveva in mano un bicchiere di liquore appena versato con due cubetti di ghiaccio. Me lo porse dopo averne bevuto un sorso, mi abbracciò iniziando a baciarmi appassionatamente.
Scivolammo entrambi sul divano.
Aveva un buon odore.
Di uomo, di maschio.
Qualche minuto dopo squillò il suo telefono, poggiato sul tavolino accanto, che bloccò tutto. La scritta amore che compariva come chiamata, fu come un gelido freddo sulla mia schiena.
Lui si ricompose e rispose subito.
Elena era riuscita a liberarsi prima e stava rientrando. Ci rivestimmo velocemente, come se nulla fosse appena successo e andai in bagno per controllare se il mio trucco fosse apposto.


Continuai a pensare di averle fatto un torto. Cercai di convincermi che per lei non sarebbe stato un problema e che lui era un bastardo e che probabilmente era per i suoi continui tradimenti che Elena lo aveva poi lasciato.
Ma continuavo a pensare che non si meritasse una mia bugia. Non dopo tutto quello che aveva fatto per me quando ero disperata.
Mi aiutò economicamente, fisicamente e psicologicamente prendendosi cura di mio figlio come fosse suo.
Ma dirgli la verità, raccontargli quello che le avevo fatto sarebbe stato ancora peggio.
Avevo paura di perdere la sua stima per averla tradita. Di aver tradito la sua amicizia sincera.
Forse per lei non sarebbe stato un problema, magari lo sapeva già o magari non sarebbe cambiato nulla nella nostra amicizia.
Ma decisi che quello sarebbe stato il mio sporco segreto tra di noi e giurai a me stessa di non dirgli mai nulla di quello che avevo fatto con il suo compagno.
Storia tratta dal libro L'inconsapevole verità di Fulvio Vanni disponibile su amazon.
Published by FulvioVanni
5 years ago
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