COME SONO DIVENTATA UNA SERVA part.9
COME SONO DIVENTATA UNA SERVA part.9
La partenza del Moro, Ayad, aveva creato un momento, in cui riuscivo a essere più presente, con la Padrona, mi venivano affidati anche incarichi delicati, così ho scoperto alcune cose sul passato e presente della Divina Lucilla, tutte cose belle, che mi aiutavano a giustificare la mia doppia identità, in effetti con la Padrona eravamo simili, almeno in questo.
L’appartamento del Moro fu venduto, anche alla Padrona, dispiaceva, che se ne era andato e confesso che ogni tanto mi masturbavo pensando alla sua cappella, gonfia, alla sua lingua e a quella mia esibizione da serva solo per lui.
Nel contempo la Divina, aveva iniziato a far venire delle schiave, e devo dire che le sceglieva belle, quasi tutte piatte di seno con atteggiamenti mascolini, quindi si dedicavano alla Divina, con molta foga.
Io servivo, bevande, le lavavo, e avevo sempre in cazzo ingabbiato, pulivo i cazzi, e se qualche schiava, era meritevole la Padrona gli concedeva di pisciarmi in bocca.
Il mio turno di spettatore finiva, quando rimasti soli, la Divina, o mi liberava il cazzo e qualche rara volta mi permetteva di godere di lei, o mi inculava con un ardore che non c’era mai stato, molte volte, ho goduto mentre mi stantuffava il culo, perché permetteva a qualche schiava di assistere e umiliarmi.
Una di queste una certa, Caterina, era veramente pungente e la Padrona la preferiva, mi sputava, in faccia, mentre la Divina a pecorina mi inculava, chiamandomi frocetto, culo rotto, lecca sborra e incitava la Padrona a farmi inculare dal cane.
Quando andava, via confesso ero un poco preoccupato, troppo aggressiva, la mia Divina Lucilla era una furia, ma questa Caterina era la zarina delle umiliazioni!
Le mie preoccupazioni, ebbero conferma, quando un giorno, si presentò alla Divina un tipo dicendo di essere il marito di Caterina e che era stato fuori, in quanto lavorava sulle navi da crociera.
La Padrona, lo accolse lo fece parlare, io non ero presente, lo ascoltò, con il suo atteggiamento da vera Signora, poi al termine delle lamentele del suddetto, che era solo incuriosito, indispettito ,e non sapeva quello che la moglie veniva a fare da lei, si era preoccupato perché la Mamma, aveva seguito Caterina, che aveva iniziato ad assentarsi troppo, e considerato che aveva capito che visitava la casa di una donna, aveva riportato al figlio la cosa, ma questo non lo aveva minimamente insospettito, ma solo incuriosito.
La Divina disse, se le dico che Caterina, viene da me per fare delle pulizie, lei magari si sentirebbe felice, ma invece di parlare di Caterina, perché non parliamo un poco di lei?
E con mossa furtiva, spostò la gonna lunga, lasciando intravedere, il paradiso, poi continuò caro ti posso dare del tu? Lui rispose si, e aggiunse il nome Mario e disse e tu come ti chiami? Lucilla rispose la Padrona, cambiando tono aggiunse per te Signora e basta!
Da quel momento, il piccoletto, così lo chiamava, con una scusa, o con un pensierino, tipo vongole, o pesce, o dolcetti, veniva a trovare la Padrona, di Caterina non si parlava, quasi più, il piccoletto probabilmente, pur notando la forte personalità della Padrona, non pensava mai che la moglie, leccava e si faceva leccare, scopare dalla Divina e quindi si era lanciato alla conquista della affascinante amica.
Un giorno, mentre ero intenta a pulire il gabinetto, e lavare i cazzi della Divina, il piccoletto, arrivò con un dolcetto.
La Padrona lo fece accomodare, io dal bagno sentivo e fremevo, lo avrei voluto vedere.
La Padrona disse; forte portaci due caffè di corsa…
Fui un lampo entrai a testa bassa con il vassoio e le tazzine, mi inginocchia tra loro e a testa bassa attesi che prendessero le tazzine.
Notai, nell’aria l’imbarazzo di lui, e il divertimento della Padrona, che finito il caffè, prima di posare la tazzina, disse sparisci e chiudi la porta.
Pur tentando di origliare, non sentivo, ma poi si spalancò la porta, era la Padrona, che mi sorprese a origliare, troia disse e prese il frustino e mi ordinò di alzare la gonna e attaccarmi al muro, due colpi, non forti bastarono a farmi capire che dovevo, ritenermi fortunata, che era soddisfatta.
Quindi mi iniziò a raccontare, che il piccoletto era scappato, rosso in viso quando, preso il coraggio aveva detto alla Padrona che la desiderava.
La risposta lo sconcertò, anche io, ma desidero la lingua di Caterina, che mi asciuga la fica, seduta su di te truccato da troia, e poi desidero vederti , inculato da Caterina con questo fallo, copia esatta , del cazzo di Rocco Siffredi….vuoi?
Non tardò molto a tornare, anzi il pusillanime, inviò Caterina, che iniziò a dire che Mario, il piccoletto, gli permetteva di leccare la Padrona, ma lui doveva guardare e non voleva essere, inculato.
La Padrona chiese a Caterina se lei desiderava, inculare il marito? Caterina ad occhi bassi, facendo capire che mentiva, disse di no.
La Padrona, saggia fece finta di perdere la partita, e disse va bene, ma avverti il tuo Mario che potrà assistere ,ma legato! Se gli va bene, venite domani alle 18.
Il giorno dopo, mi ero preparata, entrarono, Caterina sembrava più imbarazzata, di lui che voglioso, guardava tutto.
La Padrona mi incaricò di legarlo a braccia larghe, crocefisso, la Padrona gli disse ti dispiace, se la mia serva ti spoglia? Ti lascerà solo le mutandine, va bene.
Il capo del piccoletto fece segno di si…
Lo spogliai e notai che era già eccitato, dalle mutande si intravedeva, un cazzo lungo ma fino, in effetti ero avvantaggiato dai racconti che faceva Caterina, mentre la Padrona la sollecitava durante le lesbicate, ma era palesemente un cazzo inferiore a quello mio e non certo paragonabile a quello del Moro.
Gli legai i polsi, e davanti ai suoi occhi la Padrona si aprì la camicetta e disse a Caterina, succhia tutto meno che i capezzoli, li voglio far vedere, come si induriscono a Mario…
Infatti, le due perle, nere non si fecero pregare, tanto che la stessa Padrona, ora succhia ma uno per volta… a si puttanella ora basta, fai vedere al tuo amore come sai leccare la fica…
Caterina, non si fece pregare e avendo superato l’imbarazzo iniziò a succhiare prima il clitoride, che la Padrona aveva già pronto, poi gli umori che colavano.
La Padrona la prese per la testa e si avvicinò a Mario che tentò di avvicinarsi per almeno succhiare i perliferi capezzoli della Divina, ma era una meta lontana, io lo sapevo bene…
La Padrona , mi fece segno di strappargli le mutande, il suo cazzo schizzo fuori, lungo e stretto sembrava quello di un cane…
La Padrona, guardò negli occhi lo stallone che scalpitava, frenato dal morso, sbuffava e ringhiava, inizò a dire, Lucilla e subito uno schiaffo lo raggiunse; Padrona devi dire, ma non fu la Divina a colpirlo, bensì la moglie.
La Divina, aveva addomesticato la cavalla ora toccava allo stallone…
Lo guardò e disse, che cosa vorresti? Padrona, vorrei baciarti e farti godere con il mio cazzo, ti prego non ce la faccio più…
La Padrona, replicò, sei pronto a farti inculare per sperare di godere, non certo come vuoi tu, schiavo, ma come mi fa piacere a me?
Siiiii, ma basta slegami, ti prego!
Ordinò la Padrona , Serva, portalo nella stanza del clistere e preparalo a donarci la sua verginità, anche se credo che in navigazione, abbia fatto la puttana, per qualche ufficiale la zoccola!
Era viola il suo cuore batteva, gli dissi calmo, vedrai che ti piacerà, te lo faccio tiepido lo tranquillizzai….
Mi trattenni, nel succhiargli il cazzo, mentre in ginocchio gli infilavo la cannula nel culo, avevo paura, che sborrasse, poi chi la sentiva la Padrona…
Si pulì bene, tutto lo sfintere, e poi lo infilai sotto la doccia, un poco meno calda, così si calmava, poiché il piccoletto mi aveva afferrato per due volte il culo e mi ero dovuta divincolare.
Lo asciugai, evitando il paletto, che lui sapientemente, mi appoggiava vicino alle cosce.
Mi inchinai gli asciugai i piedi e per fargli capire, che non lo rifiutavo, mentre salivo gli diedi una leccata, al cazzo dalle palle in su, veramente lungo….
Ero e sono diventata una vera troia…
Tornati ,dalla Padrona e lei gli chiese, dopo avermi presi per il collare e fatto inginocchiare ai suoi piedi; te lo ha succhiato questa zoccola?
Mi aspettavo un mare di frustate e la catena, ma Mario, furbo disse di no.
La Padrona chiese, ancora ; ma a te sarebbe piaciuto, lo sai che è brava la troietta a svuotare i cazzi? e come avresti voluto, magari che iniziasse dalle palle mentre Caterina ti lecca il culo?
Si si disse Mario, scoppio, mi permetta almeno di toccarmi, voglio sborrare…
La Padrona lo guardò e mentre gli metteva un collare lo guardò severamente negli occhi e gli disse; sborrare? Magari mi sporchi il pavimento ? Poi lo lecchi!
Mario; si lo lecco tutto , vengo sui tuoi piedi Padrona e lo lecco, ma fammi godere, dimmi cosa devo fare?
Bene disse, la Padrona, poi guardandomi, prima inculalo e poi sborragli in bocca, poi restituiscigli quello che ti ha dato…
Mentre mettevo i cuscini sotto al culo di Mario, sentivo eccitatissima che diceva Caterina, sfondalo troia…..
Iniziai prendendolo per i capezzoli e tirai, anche i peli, nel soffrire alzò il bacino e mi facilitò l’inculata….
Fece un urletto, era vergine veramente, ho sentito il tipico rumore di quando l’estate si apre una pesca, tentò di scappare, ma prima io lo presi per i fianchi, poi Caterina lo prese per la testa e gli disse; calma troia che devi ancora prendere 10 cm di cazzo……
I dieci centimetri, glieli diedi, mentre Caterina, si godeva lo spettacolo, lui fece finalmente, la faccia di chi trova piacere.
Caterina, ora lo baciava, e gli diceva, mia lurida troia, ti porterò nei parcheggi, sull’autostrada, mi farai divertire, ti farò prendere il doppio dei cazzi che mi daranno, troia dimmelo che ti farai rompere il culo per la tua Padrona?
Si diceva lui, io ormai ero arrivato al capolinea, e tirai fuori il cazzo, Caterina svelta, mi tolse il preservativo, e avvicinò il mio cazzo, alla bocca di Mario, iniziò a succhiarlo, per dargli l’esempio, poi glielo fece ingoiare, e lei iniziò a ciucciare le palle-
Pochi secondi e voltandomi a guardare la Divina chiesi di poter sborrare, un forte fiotto gli riempì la bocca, lui tentò di far scivolare la sborra di lato, ma Caterina con il dito la fece ritornare in bocca a Mario.
Poi prese il mio cazzo e lo pulì bene con la lingua, e subito iniziò a baciare il marito, per fargli ingoiare tutto…
Io intanto, mi stavo preparando a essere inculato, dal serpentello, ma Caterina guardando la Padrona, disse è meglio che la lurida serva gli succhia il cazzo, lo conosco questo stronzo, sborra subito, non perdiamo tempo…
Lo presi in bocca e lo schifoso, nemmeno mi fece chiudere la bocca, che schizzò ….. mi ha deluso mi aspettavo di palparmi e gustarmi il cazzo invece, un attimo e sborra, che troia!
La punisco subito, gli do una doppia succhiata, da fargli uscire i reni dalle tasche, lui cerca di divincolarsi, e io continuavo, ululava basta basta , pietà…..
Mi fermai e la Padrona, disse, mettigli in bocca quella merda di sborra, oggi deve fare il pieno!
Così feci, Caterina golosa, si tuffo sul marito, era veramente orgogliosa della sua nuova vittoria, aver creato una zoccola!
Non li vedemmo più Caterina era diventata Padrona e Mario ormai una lurida serva, per me iniziò un periodo meraviglioso
segue
La partenza del Moro, Ayad, aveva creato un momento, in cui riuscivo a essere più presente, con la Padrona, mi venivano affidati anche incarichi delicati, così ho scoperto alcune cose sul passato e presente della Divina Lucilla, tutte cose belle, che mi aiutavano a giustificare la mia doppia identità, in effetti con la Padrona eravamo simili, almeno in questo.
L’appartamento del Moro fu venduto, anche alla Padrona, dispiaceva, che se ne era andato e confesso che ogni tanto mi masturbavo pensando alla sua cappella, gonfia, alla sua lingua e a quella mia esibizione da serva solo per lui.
Nel contempo la Divina, aveva iniziato a far venire delle schiave, e devo dire che le sceglieva belle, quasi tutte piatte di seno con atteggiamenti mascolini, quindi si dedicavano alla Divina, con molta foga.
Io servivo, bevande, le lavavo, e avevo sempre in cazzo ingabbiato, pulivo i cazzi, e se qualche schiava, era meritevole la Padrona gli concedeva di pisciarmi in bocca.
Il mio turno di spettatore finiva, quando rimasti soli, la Divina, o mi liberava il cazzo e qualche rara volta mi permetteva di godere di lei, o mi inculava con un ardore che non c’era mai stato, molte volte, ho goduto mentre mi stantuffava il culo, perché permetteva a qualche schiava di assistere e umiliarmi.
Una di queste una certa, Caterina, era veramente pungente e la Padrona la preferiva, mi sputava, in faccia, mentre la Divina a pecorina mi inculava, chiamandomi frocetto, culo rotto, lecca sborra e incitava la Padrona a farmi inculare dal cane.
Quando andava, via confesso ero un poco preoccupato, troppo aggressiva, la mia Divina Lucilla era una furia, ma questa Caterina era la zarina delle umiliazioni!
Le mie preoccupazioni, ebbero conferma, quando un giorno, si presentò alla Divina un tipo dicendo di essere il marito di Caterina e che era stato fuori, in quanto lavorava sulle navi da crociera.
La Padrona, lo accolse lo fece parlare, io non ero presente, lo ascoltò, con il suo atteggiamento da vera Signora, poi al termine delle lamentele del suddetto, che era solo incuriosito, indispettito ,e non sapeva quello che la moglie veniva a fare da lei, si era preoccupato perché la Mamma, aveva seguito Caterina, che aveva iniziato ad assentarsi troppo, e considerato che aveva capito che visitava la casa di una donna, aveva riportato al figlio la cosa, ma questo non lo aveva minimamente insospettito, ma solo incuriosito.
La Divina disse, se le dico che Caterina, viene da me per fare delle pulizie, lei magari si sentirebbe felice, ma invece di parlare di Caterina, perché non parliamo un poco di lei?
E con mossa furtiva, spostò la gonna lunga, lasciando intravedere, il paradiso, poi continuò caro ti posso dare del tu? Lui rispose si, e aggiunse il nome Mario e disse e tu come ti chiami? Lucilla rispose la Padrona, cambiando tono aggiunse per te Signora e basta!
Da quel momento, il piccoletto, così lo chiamava, con una scusa, o con un pensierino, tipo vongole, o pesce, o dolcetti, veniva a trovare la Padrona, di Caterina non si parlava, quasi più, il piccoletto probabilmente, pur notando la forte personalità della Padrona, non pensava mai che la moglie, leccava e si faceva leccare, scopare dalla Divina e quindi si era lanciato alla conquista della affascinante amica.
Un giorno, mentre ero intenta a pulire il gabinetto, e lavare i cazzi della Divina, il piccoletto, arrivò con un dolcetto.
La Padrona lo fece accomodare, io dal bagno sentivo e fremevo, lo avrei voluto vedere.
La Padrona disse; forte portaci due caffè di corsa…
Fui un lampo entrai a testa bassa con il vassoio e le tazzine, mi inginocchia tra loro e a testa bassa attesi che prendessero le tazzine.
Notai, nell’aria l’imbarazzo di lui, e il divertimento della Padrona, che finito il caffè, prima di posare la tazzina, disse sparisci e chiudi la porta.
Pur tentando di origliare, non sentivo, ma poi si spalancò la porta, era la Padrona, che mi sorprese a origliare, troia disse e prese il frustino e mi ordinò di alzare la gonna e attaccarmi al muro, due colpi, non forti bastarono a farmi capire che dovevo, ritenermi fortunata, che era soddisfatta.
Quindi mi iniziò a raccontare, che il piccoletto era scappato, rosso in viso quando, preso il coraggio aveva detto alla Padrona che la desiderava.
La risposta lo sconcertò, anche io, ma desidero la lingua di Caterina, che mi asciuga la fica, seduta su di te truccato da troia, e poi desidero vederti , inculato da Caterina con questo fallo, copia esatta , del cazzo di Rocco Siffredi….vuoi?
Non tardò molto a tornare, anzi il pusillanime, inviò Caterina, che iniziò a dire che Mario, il piccoletto, gli permetteva di leccare la Padrona, ma lui doveva guardare e non voleva essere, inculato.
La Padrona chiese a Caterina se lei desiderava, inculare il marito? Caterina ad occhi bassi, facendo capire che mentiva, disse di no.
La Padrona, saggia fece finta di perdere la partita, e disse va bene, ma avverti il tuo Mario che potrà assistere ,ma legato! Se gli va bene, venite domani alle 18.
Il giorno dopo, mi ero preparata, entrarono, Caterina sembrava più imbarazzata, di lui che voglioso, guardava tutto.
La Padrona mi incaricò di legarlo a braccia larghe, crocefisso, la Padrona gli disse ti dispiace, se la mia serva ti spoglia? Ti lascerà solo le mutandine, va bene.
Il capo del piccoletto fece segno di si…
Lo spogliai e notai che era già eccitato, dalle mutande si intravedeva, un cazzo lungo ma fino, in effetti ero avvantaggiato dai racconti che faceva Caterina, mentre la Padrona la sollecitava durante le lesbicate, ma era palesemente un cazzo inferiore a quello mio e non certo paragonabile a quello del Moro.
Gli legai i polsi, e davanti ai suoi occhi la Padrona si aprì la camicetta e disse a Caterina, succhia tutto meno che i capezzoli, li voglio far vedere, come si induriscono a Mario…
Infatti, le due perle, nere non si fecero pregare, tanto che la stessa Padrona, ora succhia ma uno per volta… a si puttanella ora basta, fai vedere al tuo amore come sai leccare la fica…
Caterina, non si fece pregare e avendo superato l’imbarazzo iniziò a succhiare prima il clitoride, che la Padrona aveva già pronto, poi gli umori che colavano.
La Padrona la prese per la testa e si avvicinò a Mario che tentò di avvicinarsi per almeno succhiare i perliferi capezzoli della Divina, ma era una meta lontana, io lo sapevo bene…
La Padrona , mi fece segno di strappargli le mutande, il suo cazzo schizzo fuori, lungo e stretto sembrava quello di un cane…
La Padrona, guardò negli occhi lo stallone che scalpitava, frenato dal morso, sbuffava e ringhiava, inizò a dire, Lucilla e subito uno schiaffo lo raggiunse; Padrona devi dire, ma non fu la Divina a colpirlo, bensì la moglie.
La Divina, aveva addomesticato la cavalla ora toccava allo stallone…
Lo guardò e disse, che cosa vorresti? Padrona, vorrei baciarti e farti godere con il mio cazzo, ti prego non ce la faccio più…
La Padrona, replicò, sei pronto a farti inculare per sperare di godere, non certo come vuoi tu, schiavo, ma come mi fa piacere a me?
Siiiii, ma basta slegami, ti prego!
Ordinò la Padrona , Serva, portalo nella stanza del clistere e preparalo a donarci la sua verginità, anche se credo che in navigazione, abbia fatto la puttana, per qualche ufficiale la zoccola!
Era viola il suo cuore batteva, gli dissi calmo, vedrai che ti piacerà, te lo faccio tiepido lo tranquillizzai….
Mi trattenni, nel succhiargli il cazzo, mentre in ginocchio gli infilavo la cannula nel culo, avevo paura, che sborrasse, poi chi la sentiva la Padrona…
Si pulì bene, tutto lo sfintere, e poi lo infilai sotto la doccia, un poco meno calda, così si calmava, poiché il piccoletto mi aveva afferrato per due volte il culo e mi ero dovuta divincolare.
Lo asciugai, evitando il paletto, che lui sapientemente, mi appoggiava vicino alle cosce.
Mi inchinai gli asciugai i piedi e per fargli capire, che non lo rifiutavo, mentre salivo gli diedi una leccata, al cazzo dalle palle in su, veramente lungo….
Ero e sono diventata una vera troia…
Tornati ,dalla Padrona e lei gli chiese, dopo avermi presi per il collare e fatto inginocchiare ai suoi piedi; te lo ha succhiato questa zoccola?
Mi aspettavo un mare di frustate e la catena, ma Mario, furbo disse di no.
La Padrona chiese, ancora ; ma a te sarebbe piaciuto, lo sai che è brava la troietta a svuotare i cazzi? e come avresti voluto, magari che iniziasse dalle palle mentre Caterina ti lecca il culo?
Si si disse Mario, scoppio, mi permetta almeno di toccarmi, voglio sborrare…
La Padrona lo guardò e mentre gli metteva un collare lo guardò severamente negli occhi e gli disse; sborrare? Magari mi sporchi il pavimento ? Poi lo lecchi!
Mario; si lo lecco tutto , vengo sui tuoi piedi Padrona e lo lecco, ma fammi godere, dimmi cosa devo fare?
Bene disse, la Padrona, poi guardandomi, prima inculalo e poi sborragli in bocca, poi restituiscigli quello che ti ha dato…
Mentre mettevo i cuscini sotto al culo di Mario, sentivo eccitatissima che diceva Caterina, sfondalo troia…..
Iniziai prendendolo per i capezzoli e tirai, anche i peli, nel soffrire alzò il bacino e mi facilitò l’inculata….
Fece un urletto, era vergine veramente, ho sentito il tipico rumore di quando l’estate si apre una pesca, tentò di scappare, ma prima io lo presi per i fianchi, poi Caterina lo prese per la testa e gli disse; calma troia che devi ancora prendere 10 cm di cazzo……
I dieci centimetri, glieli diedi, mentre Caterina, si godeva lo spettacolo, lui fece finalmente, la faccia di chi trova piacere.
Caterina, ora lo baciava, e gli diceva, mia lurida troia, ti porterò nei parcheggi, sull’autostrada, mi farai divertire, ti farò prendere il doppio dei cazzi che mi daranno, troia dimmelo che ti farai rompere il culo per la tua Padrona?
Si diceva lui, io ormai ero arrivato al capolinea, e tirai fuori il cazzo, Caterina svelta, mi tolse il preservativo, e avvicinò il mio cazzo, alla bocca di Mario, iniziò a succhiarlo, per dargli l’esempio, poi glielo fece ingoiare, e lei iniziò a ciucciare le palle-
Pochi secondi e voltandomi a guardare la Divina chiesi di poter sborrare, un forte fiotto gli riempì la bocca, lui tentò di far scivolare la sborra di lato, ma Caterina con il dito la fece ritornare in bocca a Mario.
Poi prese il mio cazzo e lo pulì bene con la lingua, e subito iniziò a baciare il marito, per fargli ingoiare tutto…
Io intanto, mi stavo preparando a essere inculato, dal serpentello, ma Caterina guardando la Padrona, disse è meglio che la lurida serva gli succhia il cazzo, lo conosco questo stronzo, sborra subito, non perdiamo tempo…
Lo presi in bocca e lo schifoso, nemmeno mi fece chiudere la bocca, che schizzò ….. mi ha deluso mi aspettavo di palparmi e gustarmi il cazzo invece, un attimo e sborra, che troia!
La punisco subito, gli do una doppia succhiata, da fargli uscire i reni dalle tasche, lui cerca di divincolarsi, e io continuavo, ululava basta basta , pietà…..
Mi fermai e la Padrona, disse, mettigli in bocca quella merda di sborra, oggi deve fare il pieno!
Così feci, Caterina golosa, si tuffo sul marito, era veramente orgogliosa della sua nuova vittoria, aver creato una zoccola!
Non li vedemmo più Caterina era diventata Padrona e Mario ormai una lurida serva, per me iniziò un periodo meraviglioso
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9 years ago