Padrona Sonia (Mistress Sonia) 3
Eliana
I lavori per il dungeon continuavano, la croce di SanAndrea era ultimata, costruita di solido larice, rivestita in parte di cuoio fissato con borchie d’oro, alle 4 estremità si trovavano quattro catene munite di bracciali; la mente del povero schiavo vagava tra la misteriosa Lady di qualche giorno prima, e la ricerca di oggetti per completare il dungeon, sapeva che all’interno di quel piccolo regno serviva un trono, si recò in vari negozi di arredamento ma nessuno aveva quel particolare oggetto, si recò quindi presso un negozio di antiquariato, li trovò quello che cercava, un seggio padronale d’alta classe, di un bel color oro l’intelaiatura con la seduta e il poggia schiena di pelle rossa, non ebbe nessun dubbio era l’oggetto giusto, in un angolo del negozietto vide anche una sedia da visita ginecologica, dopo una breve negoziazione usci dall’esercizio con i due preziosi arredi, l’armadio per gli abiti e gli oggetti della Padrona dovevano consegnarlo a giorni. Il dungeon si materializzava, l’armadio posto sulla destra dell’entrata di colore nero all’esterno e candido all’interno, alto fino al soffitto e poco profondo, era stato quasi riempito dai vestiti e dagli arnesi della Padrona, messi in ordine preciso, in fondo alla stanza, seguendo un rosso tappeto, s’innalzava il trono della Padrona collocato su uno scalino colorato di nero; mentre sulla parete di sinistra era poggiata la croce di SanAndrea e la sedia ginecologica, sulle pareti di colore nero lucido erano state applicate numerose lampade, che nonostante il colore della stanza illuminavano ad oc il dungeon. Ormai il regno della Padrona era completo, ed erano cia 5 giorni che Lei non si faceva sentire, e lui timido ed intimorito non le telefonava. Il giovedì sera, verso le 18.00 ecco quel squillo, lo schiavo attese alcuni istanti, poi rispose.
- pronto
- oh, mai sei ancora vivo!!!
- Si Padrona
- Non ti sei fatto più sentire….
- Si Padrona, ma sabato sera…
- Si ti ho fatto chiamare da una mia amica…
- Eh, non sapevo come comportarmi…
- Ahahaa, lo sapevo che ti avrei messo in difficoltà
- (silenzio)
- ma veniamo a noi
- si Padrona
- domani sera ora 19.00 saremo da te
- … sarete..? si Padrona
- si io e quella mia amica, vuole conoscerti
- va bene Padrona
- allora, il dungeon?
- Quasi finito, cioè si può aggiungere altra attrezzatura, ma è utilizzabile…
- Di gia? Bravo
- Grazie Padrona
- Pensi che dovresti essere premiato?
- Lo sono sempre quando parlo con Lei…
- … che lecca culo… ahahaahaa… be allora noi ci vediamo domani sera…
- si Padrona
- organizzati… prendi del Martini bianco, che alla mia amica piace… il chardonnay dell’altro giorno era buono…
- si Padrona
- dovresti gia avere una ciotola per mangiare e una per bere?
- No Padrona
- Procurali…
- Va bene Padrona sarà fatto
- Buona notte cucciolo
- Buona notte Padrona
Dopo il lavoro lo schiavo si recò al supermercato prese le cose ordinate dalla Padrona e ritornò rapido a casa, la pulì per bene, poi una bella doccia. Erano gia scoccate le 19.00 da almeno dieci minuti, che il campanello bussò, lo schiavo si precipitò alla porta e la aprì davanti a lui la sua Padrona di rara bellezza, la accolse con un baciamano e salutandola dolcemente:
- buona sera mia Regina
- ciao servo – questa è la mia amica Eliana
- buo…. – lo schiavo si fermò, ma per poco - … na sera
- cosa hai, ai visto un fantasma?
- Scusatemi Signore
Quella donna formosetta era stata riconosciuta dallo schiavo, era amica d’infanzia della cugina Padrona, una bella ragazza, dalle linee abbondanti ma sinuose, il viso dolce e i capelli biondi.
Le due ragazze si accomodarono sul divano l’una affianco all’altra, mentre lo schiavo dopo aver chiuso la porta si inginocchiò davanti alla Padrona. le due si scambiavano delle sadiche risate. All’improvviso lo sguardo di Sonia fissò lo schiavo:
- spogliati che aspetti
- subito Padrona
- ora in ginocchio e rendi omaggio a me e alla mia amica
- si Padrona – lo schiavo si mise sulle ginocchia e baciò i piedi prima di Sonia e poi di Eliana,
- sei contento di rivedere Eliana?
- Si Padrona
- Hai preso quello che ti ho detto
- Certamente Padrona
- Allora, vai servici da bere, con il tuo vassoio
- Si Padrona
Lo schiavo si fiondò in cucina, prese un bicchiere Martini e versò l’omonimo liquido, ci aggiunse una oliva, poi versò il chardonnay, e preparò una coppetta con dei salatini, si mise il vassoio addosso con le mollette ai capezzoli e ci collocò i due bicchieri e la coppetta,e ritornò in salotto, dove le due Signore chiacchieravano allegramente.
- oh sei qui…
- si Padrona – e si inginocchiò dinanzi alle Dame
- bene bene, guarda come sei organizzato, che ne dici Eliana?
- Bene dai.. hahha… delizioso il vassoio
Le due Padrone sorseggiavano tranquillamente tra un salatino e l’altro,disdegnando lo schiavo che stava loro davanti. Finiti i loro aperitivi, si rivolsero allo schiavo:
- noi andiamo
- dove, se permettete?
- Andiamo a mangiarci una pizza, tu aspettaci qui, magari ti portiamo qualcosa…
- Si Signora, grazie Signora
Le due si diressero verso la porta d’entrata ridendo tranquillamente, lasciando lo schiavo li in ginocchio col vassoio al petto. Padrona Sonia prese le chiavi di casa, spense la luce e chiuse il portone. Lo schiavo rimase li al buio, per tutto il tempo pensando a quelle due splendide fanciulle, cercando di carpire qualche rumore, testimone del loro ritorno. L’attesa durò per oltre un ora e mezza, ma all’improvviso si senti un rumore di risate rilassate, che provenivano dal giro scale, in breve la porta si aprì e la luce si accese, apparvero le due Padrone, davanti Sonia e dietro Eliana con una busta della spesa. Lo schiavo rimase immobile, attendendo una parola della Padrona, che non si fece attendere allungo:
- schiavo.. siamo tornate…
- sono felice mia Padrona
- vai a prendere le tue ciotole!!
- Si Padrona
Lo schiavo si alzò e si diresse in cucina a prendere le due ciotole, le posò sul vassoio, e ritornò di filato in salotto; le due Signore si erano accomodate sul divano e stavano vuotando la busta, sul tavolino vi erano cinque birre heineken e due fagottini di carta stagnola. Lo schiavo si inginocchiò dinanzi alle dame, Sonia raccolse le due ciotole e le pose sul tavolino, vuotò all’interno di una ciotola il contenuto dei due fagottini: della pizza mezza rosicchiata (ai peperoni e capricciosa); nell’altra ciotola Eliana svuotò una birra, entrambe sputarono ripetutamente nelle due ciotole, e le depositarono a terra. Sonia delicatamente tolse il vassoio allo schiavo…
- grazie Padrona
- a terra e mangia la tua cena, noi andiamo a cambiarci nel dungeon, le mie cose sono li vero?
- Si Padrona sono nell’armadio
Lo schiavo mise il muso nella ciotola della pizza e in iniziò a mangiare, mentre le due Padrone entrarono nel dungeon. Dopo breve tempo le due riapparvero, Sonia era vestita con il solito bel vestito in latex, mentre eliana indossava una gonna cortissima in pelle nera e una camicietta bianca che risaltava l’abbondante seno. Senza degnare di uno sguardo lo schiavo, accovacciato sopra le ciotole, si diressero in cucina. Dopo pochi minuti:
- schiavo vieni qui subito – disse Sonia con voce imperiosa
- si Padrona arrivo
- prendi il vassoio
- si Padrona
lo schiavo si diresse rapidamente in cucina con il vassoio in mano, le due erano li davanti alla tavola, avevano preparato un martini, un calice di chardonnay, una bottiglia di cocacola light (portata dalla Padrona il sabato prima) e alcuni bicchieri in plastica, le due posarono tutto sul vassoio e di diressero verso il dungeon…
- seguici schiavo
- si Signore
- prendi le tuo ciotole anche
- si Padrona
lo schiavo con fatica, per non far cadere tutto dal vassoio, raccolse le due ciotole e rapidamente seguì le due donne. Sonia si accomodò sul trono mentre Eliana attese lo schiavo e lo aiutò a posare il tutto, su un piccolo tavolino e gli tolse il vassoio.
- schiavo, vieni qui – intimò Sonia
- si Padrona
- prendi due fruste una per me e una per Eliana
- si Padrona
Lo schiavo raccolse dall’armadio i due attrezzi e li porse uno a Sonia, prima e poi ad Eliana. Poi ritornò dinanzi alla propria Regina. Sonia si alzò, prese per un orecchio lo schiavo e lo trascinò davanti alla croce, li lo fece legare da Eliana con pancia verso l’attrezzo. Le due iniziarono a colpire la schiena dello schiavo, poi il sedere poi tra le gambe raggiungendogli i testicoli, il corpo inerme si Silvio era ormai rosso, le due sospesero per alcuni minuti per guastarsi le loro bevande, poi ricominciarono con mano più pesante in particolare Sonia, nessuno parlava, lo schiavo a volte si permetteva un piccolo, ahi…
- ti piace schiavo? – disse Sonia mentre accarezzava la schiena allo schiavo
- Si Signora
Sonia slegò il giovane e lo fece voltare, si fece porgere da Eliana le due ciotole mezze vuote, mischiò i due contenuti tenendone una sola, e la porse allo schiavo.
- mangia
- si Padrona
lo schiavo iniziò a mangiare direttamente dalla ciotola, mentre le due vuotavano i loro bicchieri, in breve tempo anche lo slave finì la sua cena. Sonia aveva gia in mano una cordicella, e iniziò a legare il sacchettino dello schiavo.
- troppo stretto, schiavo?
- No Signora perfetto
- Ah ha – un perfido sorriso, strinse ancora e fece un nodo alla cordicella
- Grazie Padrona
- Eliana..passami quella bottiglia
- Si Sonia
Sonia fissò la bottiglia tenendola tra le mani, poi la rilasciò d’improvviso, lo schiavo sobbalzò ma resistette al dolore. In seguito Eliana si avvicinò allo schiavo con un cestello di pinze di varia misura, e iniziò a fissarle, prima al centro del capezzolo e poi tutto attorno, lo schiavo stringeva i denti, ed Eliana lo fissava soddisfatta.
- in ginocchio – comandò Sonia
- si Padrona
- noi andiamo in bagno, rimani li fermo
- si padrona
le due si diressero verso il bagno, chiudendo la porta del dungeon, lo schiavo rimase li osservando il dungeon, le fruste e i bicchieri delle Padrone. In breve tempo le due ritornarono, Eliana aveva una caraffa in mano
- ti piace la limonata schiavo?
- Si Padrona
- Be questa è particolare, la abbiamo fatto sia io che Eliana, ne vuoi?
- Si Padrona
- Bene
Eliana ne versò un bicchiere di plastica bello colmo, e Sonia lo porse allo schiavo
- bevi servo
- si, subito Padrona
lo schiavo vuotò il bicchiere in un attimo.
- bene servo, per questa sera basta così, noi ci vedremo domani; rimani così sino a quando non senti chiudere il portone d’entrata, poi sistemi tutto.
- Si Padrona
- Entro domani mattina bevi tutta la caraffa
- Si Padrona
- La bottiglia la puoi togliere quando ai sistemato tutto, sia qui che in cucina.
- Si Padrona
Lo schiavo si avvicinò alle due Padrone e le salutò rispettosamente, prima Eliana e poi Sonia che lo abbracciò forte, lasciando nello schiavo una profonda felicità.
- ciao schiavo
- ciao cucciolo
- buona notte mie Signore
I lavori per il dungeon continuavano, la croce di SanAndrea era ultimata, costruita di solido larice, rivestita in parte di cuoio fissato con borchie d’oro, alle 4 estremità si trovavano quattro catene munite di bracciali; la mente del povero schiavo vagava tra la misteriosa Lady di qualche giorno prima, e la ricerca di oggetti per completare il dungeon, sapeva che all’interno di quel piccolo regno serviva un trono, si recò in vari negozi di arredamento ma nessuno aveva quel particolare oggetto, si recò quindi presso un negozio di antiquariato, li trovò quello che cercava, un seggio padronale d’alta classe, di un bel color oro l’intelaiatura con la seduta e il poggia schiena di pelle rossa, non ebbe nessun dubbio era l’oggetto giusto, in un angolo del negozietto vide anche una sedia da visita ginecologica, dopo una breve negoziazione usci dall’esercizio con i due preziosi arredi, l’armadio per gli abiti e gli oggetti della Padrona dovevano consegnarlo a giorni. Il dungeon si materializzava, l’armadio posto sulla destra dell’entrata di colore nero all’esterno e candido all’interno, alto fino al soffitto e poco profondo, era stato quasi riempito dai vestiti e dagli arnesi della Padrona, messi in ordine preciso, in fondo alla stanza, seguendo un rosso tappeto, s’innalzava il trono della Padrona collocato su uno scalino colorato di nero; mentre sulla parete di sinistra era poggiata la croce di SanAndrea e la sedia ginecologica, sulle pareti di colore nero lucido erano state applicate numerose lampade, che nonostante il colore della stanza illuminavano ad oc il dungeon. Ormai il regno della Padrona era completo, ed erano cia 5 giorni che Lei non si faceva sentire, e lui timido ed intimorito non le telefonava. Il giovedì sera, verso le 18.00 ecco quel squillo, lo schiavo attese alcuni istanti, poi rispose.
- pronto
- oh, mai sei ancora vivo!!!
- Si Padrona
- Non ti sei fatto più sentire….
- Si Padrona, ma sabato sera…
- Si ti ho fatto chiamare da una mia amica…
- Eh, non sapevo come comportarmi…
- Ahahaa, lo sapevo che ti avrei messo in difficoltà
- (silenzio)
- ma veniamo a noi
- si Padrona
- domani sera ora 19.00 saremo da te
- … sarete..? si Padrona
- si io e quella mia amica, vuole conoscerti
- va bene Padrona
- allora, il dungeon?
- Quasi finito, cioè si può aggiungere altra attrezzatura, ma è utilizzabile…
- Di gia? Bravo
- Grazie Padrona
- Pensi che dovresti essere premiato?
- Lo sono sempre quando parlo con Lei…
- … che lecca culo… ahahaahaa… be allora noi ci vediamo domani sera…
- si Padrona
- organizzati… prendi del Martini bianco, che alla mia amica piace… il chardonnay dell’altro giorno era buono…
- si Padrona
- dovresti gia avere una ciotola per mangiare e una per bere?
- No Padrona
- Procurali…
- Va bene Padrona sarà fatto
- Buona notte cucciolo
- Buona notte Padrona
Dopo il lavoro lo schiavo si recò al supermercato prese le cose ordinate dalla Padrona e ritornò rapido a casa, la pulì per bene, poi una bella doccia. Erano gia scoccate le 19.00 da almeno dieci minuti, che il campanello bussò, lo schiavo si precipitò alla porta e la aprì davanti a lui la sua Padrona di rara bellezza, la accolse con un baciamano e salutandola dolcemente:
- buona sera mia Regina
- ciao servo – questa è la mia amica Eliana
- buo…. – lo schiavo si fermò, ma per poco - … na sera
- cosa hai, ai visto un fantasma?
- Scusatemi Signore
Quella donna formosetta era stata riconosciuta dallo schiavo, era amica d’infanzia della cugina Padrona, una bella ragazza, dalle linee abbondanti ma sinuose, il viso dolce e i capelli biondi.
Le due ragazze si accomodarono sul divano l’una affianco all’altra, mentre lo schiavo dopo aver chiuso la porta si inginocchiò davanti alla Padrona. le due si scambiavano delle sadiche risate. All’improvviso lo sguardo di Sonia fissò lo schiavo:
- spogliati che aspetti
- subito Padrona
- ora in ginocchio e rendi omaggio a me e alla mia amica
- si Padrona – lo schiavo si mise sulle ginocchia e baciò i piedi prima di Sonia e poi di Eliana,
- sei contento di rivedere Eliana?
- Si Padrona
- Hai preso quello che ti ho detto
- Certamente Padrona
- Allora, vai servici da bere, con il tuo vassoio
- Si Padrona
Lo schiavo si fiondò in cucina, prese un bicchiere Martini e versò l’omonimo liquido, ci aggiunse una oliva, poi versò il chardonnay, e preparò una coppetta con dei salatini, si mise il vassoio addosso con le mollette ai capezzoli e ci collocò i due bicchieri e la coppetta,e ritornò in salotto, dove le due Signore chiacchieravano allegramente.
- oh sei qui…
- si Padrona – e si inginocchiò dinanzi alle Dame
- bene bene, guarda come sei organizzato, che ne dici Eliana?
- Bene dai.. hahha… delizioso il vassoio
Le due Padrone sorseggiavano tranquillamente tra un salatino e l’altro,disdegnando lo schiavo che stava loro davanti. Finiti i loro aperitivi, si rivolsero allo schiavo:
- noi andiamo
- dove, se permettete?
- Andiamo a mangiarci una pizza, tu aspettaci qui, magari ti portiamo qualcosa…
- Si Signora, grazie Signora
Le due si diressero verso la porta d’entrata ridendo tranquillamente, lasciando lo schiavo li in ginocchio col vassoio al petto. Padrona Sonia prese le chiavi di casa, spense la luce e chiuse il portone. Lo schiavo rimase li al buio, per tutto il tempo pensando a quelle due splendide fanciulle, cercando di carpire qualche rumore, testimone del loro ritorno. L’attesa durò per oltre un ora e mezza, ma all’improvviso si senti un rumore di risate rilassate, che provenivano dal giro scale, in breve la porta si aprì e la luce si accese, apparvero le due Padrone, davanti Sonia e dietro Eliana con una busta della spesa. Lo schiavo rimase immobile, attendendo una parola della Padrona, che non si fece attendere allungo:
- schiavo.. siamo tornate…
- sono felice mia Padrona
- vai a prendere le tue ciotole!!
- Si Padrona
Lo schiavo si alzò e si diresse in cucina a prendere le due ciotole, le posò sul vassoio, e ritornò di filato in salotto; le due Signore si erano accomodate sul divano e stavano vuotando la busta, sul tavolino vi erano cinque birre heineken e due fagottini di carta stagnola. Lo schiavo si inginocchiò dinanzi alle dame, Sonia raccolse le due ciotole e le pose sul tavolino, vuotò all’interno di una ciotola il contenuto dei due fagottini: della pizza mezza rosicchiata (ai peperoni e capricciosa); nell’altra ciotola Eliana svuotò una birra, entrambe sputarono ripetutamente nelle due ciotole, e le depositarono a terra. Sonia delicatamente tolse il vassoio allo schiavo…
- grazie Padrona
- a terra e mangia la tua cena, noi andiamo a cambiarci nel dungeon, le mie cose sono li vero?
- Si Padrona sono nell’armadio
Lo schiavo mise il muso nella ciotola della pizza e in iniziò a mangiare, mentre le due Padrone entrarono nel dungeon. Dopo breve tempo le due riapparvero, Sonia era vestita con il solito bel vestito in latex, mentre eliana indossava una gonna cortissima in pelle nera e una camicietta bianca che risaltava l’abbondante seno. Senza degnare di uno sguardo lo schiavo, accovacciato sopra le ciotole, si diressero in cucina. Dopo pochi minuti:
- schiavo vieni qui subito – disse Sonia con voce imperiosa
- si Padrona arrivo
- prendi il vassoio
- si Padrona
lo schiavo si diresse rapidamente in cucina con il vassoio in mano, le due erano li davanti alla tavola, avevano preparato un martini, un calice di chardonnay, una bottiglia di cocacola light (portata dalla Padrona il sabato prima) e alcuni bicchieri in plastica, le due posarono tutto sul vassoio e di diressero verso il dungeon…
- seguici schiavo
- si Signore
- prendi le tuo ciotole anche
- si Padrona
lo schiavo con fatica, per non far cadere tutto dal vassoio, raccolse le due ciotole e rapidamente seguì le due donne. Sonia si accomodò sul trono mentre Eliana attese lo schiavo e lo aiutò a posare il tutto, su un piccolo tavolino e gli tolse il vassoio.
- schiavo, vieni qui – intimò Sonia
- si Padrona
- prendi due fruste una per me e una per Eliana
- si Padrona
Lo schiavo raccolse dall’armadio i due attrezzi e li porse uno a Sonia, prima e poi ad Eliana. Poi ritornò dinanzi alla propria Regina. Sonia si alzò, prese per un orecchio lo schiavo e lo trascinò davanti alla croce, li lo fece legare da Eliana con pancia verso l’attrezzo. Le due iniziarono a colpire la schiena dello schiavo, poi il sedere poi tra le gambe raggiungendogli i testicoli, il corpo inerme si Silvio era ormai rosso, le due sospesero per alcuni minuti per guastarsi le loro bevande, poi ricominciarono con mano più pesante in particolare Sonia, nessuno parlava, lo schiavo a volte si permetteva un piccolo, ahi…
- ti piace schiavo? – disse Sonia mentre accarezzava la schiena allo schiavo
- Si Signora
Sonia slegò il giovane e lo fece voltare, si fece porgere da Eliana le due ciotole mezze vuote, mischiò i due contenuti tenendone una sola, e la porse allo schiavo.
- mangia
- si Padrona
lo schiavo iniziò a mangiare direttamente dalla ciotola, mentre le due vuotavano i loro bicchieri, in breve tempo anche lo slave finì la sua cena. Sonia aveva gia in mano una cordicella, e iniziò a legare il sacchettino dello schiavo.
- troppo stretto, schiavo?
- No Signora perfetto
- Ah ha – un perfido sorriso, strinse ancora e fece un nodo alla cordicella
- Grazie Padrona
- Eliana..passami quella bottiglia
- Si Sonia
Sonia fissò la bottiglia tenendola tra le mani, poi la rilasciò d’improvviso, lo schiavo sobbalzò ma resistette al dolore. In seguito Eliana si avvicinò allo schiavo con un cestello di pinze di varia misura, e iniziò a fissarle, prima al centro del capezzolo e poi tutto attorno, lo schiavo stringeva i denti, ed Eliana lo fissava soddisfatta.
- in ginocchio – comandò Sonia
- si Padrona
- noi andiamo in bagno, rimani li fermo
- si padrona
le due si diressero verso il bagno, chiudendo la porta del dungeon, lo schiavo rimase li osservando il dungeon, le fruste e i bicchieri delle Padrone. In breve tempo le due ritornarono, Eliana aveva una caraffa in mano
- ti piace la limonata schiavo?
- Si Padrona
- Be questa è particolare, la abbiamo fatto sia io che Eliana, ne vuoi?
- Si Padrona
- Bene
Eliana ne versò un bicchiere di plastica bello colmo, e Sonia lo porse allo schiavo
- bevi servo
- si, subito Padrona
lo schiavo vuotò il bicchiere in un attimo.
- bene servo, per questa sera basta così, noi ci vedremo domani; rimani così sino a quando non senti chiudere il portone d’entrata, poi sistemi tutto.
- Si Padrona
- Entro domani mattina bevi tutta la caraffa
- Si Padrona
- La bottiglia la puoi togliere quando ai sistemato tutto, sia qui che in cucina.
- Si Padrona
Lo schiavo si avvicinò alle due Padrone e le salutò rispettosamente, prima Eliana e poi Sonia che lo abbracciò forte, lasciando nello schiavo una profonda felicità.
- ciao schiavo
- ciao cucciolo
- buona notte mie Signore
10 years ago